Come la Rai monetizza i propri contenuti su YouTube

” … tutti i partner di Youtube hanno accesso ad un cms che permette loro di proteggere e monetizzare tutti , ma proprio tutti, i loro video. I partner caricano i loro video, il sistema, una volta indicizzato il video, cerca tra tutti i video caricati (tutti quelli presenti su google!!) i video identici, ovvero quelli che hanno le stesse sequenze di frame. Questo sistema riesce anche a riconoscere i frammenti video a cui hanno tagliato alcuni fotogrammi, hanno tolto alcune porzioni di immagini, che sono stati specchiati, stretchati etc (idem per le tracce audio). Una volta identificati i video “copia” parte una disputa per decidere chi è il vero proprietario del video. La disputa è interna al CMS di Youtube e segue una serie di regole che non sto qui a raccontarvi, posso dirvi però che deve concludersi in 48h. Passate le 48h i video sono attribuiti al legittimo proprietario che potrà decidere di depubblicarli, lasciarli pubblici e appropriarsi dei ricavi pubblicitari generati (etc etc etc).

La RAI sta facendo quindi un sacco di soldi con la display, i preroll e gli adsense sui video di YouTube, non solo sui video che loro hanno caricato sul loro profilo (che, per darti un numero sappi che ha già raccolto 98.281.804 visualizzazioni) ma con tutti quelli di loro proprietà caricati dagli altri utenti (che avranno generato altrettanti view se non d+)…”

Trovo il tutto estremamente interessante, compresa la parte tecnologica di protezione del copyright sui contenuti attribuita a YouTube.

Fonte: Enrico su www.lucalani.com

 

 

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