Il costo della pubblicità offline
Per chi, come me, è arrivato ad interessarsi di pubblicità e comunicazione transitando esclusivamente attraverso i canali della rete e del web, i valori economici che gravitano attorno ai sistemi editoriali tradizionali possono sembrare stupefacenti quanto anacronistici.
Acquistare infatti una pagina di pubblicità su Vogue oggi costa indicativamente 18 mila euro (per circa 100 mila copie) mentre su Oggi ne costa 55 mila (625 mila copie). Sul National Geographic costa 42 mila euro (per circa 120 mila copie) mentre una pagina in bianco e nero su Repubblica ha un costo di listino di 126 mila euro (per una tiratura di 620 mila copie). Su Topolino una pagina può costare 15 mila euro, mentre sulle riviste di settore il range è tra i 2/3 mila euro fino ai 10/15 mila (per un numero di copie tra il migliaio e le decine di migliaia).
Confrontando valori simili e a parità di risultati, su Internet fare advertising costa fino a 10 volte meno e garantisce misurazioni più o meno precise sull’efficacia, il ROI, i click o lead di ogni campagna. So bene di non essere né il primo né il solo a chiederselo, ma quale potrà essere il destino di coloro che non si adegueranno in fretta alle nuove opportunità messe a disposizione dalla Rete?
 
 
Google premia gli spammer?
Segnalo una discussione nata qualche giorno fa su FriendFeed:
E un post di Luca Lani che tratta oggi più o meno lo stesso argomento:
Buon contenuto = alto ranking?
Infine aggiungo la teoria secondo cui:
“… l’unica vera fonte di reddito di Google è adsense, alzando i valori di soglia dello spam Google aumenta in maniera esponenziale i ricavi. Ma se lo spam diventa eccessivo perde di valore il proprio motore di ricerca. Non è improbabile che anche loro, in momenti di crisi, siano più concentrati sul fare cassa.”
Qual è la tua opinione in merito?
 
 
Google, Chrome e la pubblicità
L’ultima versione di Chrome, il browser di Google, supporta le estensioni. Una cosa veramente curiosa è che tra le 10 estensioni più popolari ci sia AdBlock, ovvero un sistema per non mostrare pubblicità sulle pagine caricate. Considerando il fatto che Google vive esclusivamente di advertising, è strano pensare che molti degli utilizzatori del suo browser di pubblicità probabilmente non ne vedranno mai.
 
 
“ Tutte le persone che non hanno mai letto un libro in vita loro avranno finalmente la scusa per comprarsi l’iPad di Apple. E giocarci. „
 
Il campionato più bello del mondo
Ibra e Kakà sono partiti per la Spagna, le squadre italiane sembrano meno competitive di un tempo se paragonate a quelle spagnole e inglesi. Libero però oggi fa due conti:
Il Manchester United risulta essere il club europeo più indebitato, con 960 milioni di euro di buco. Seguito dal Chelsea (821) e dalle spagnole Real Madrid (562) e Valencia (550).
Premier League e Liga risultano essere i campionati con più debiti: ben 3,5 miliardi di euro ciascuna. La Bundesliga segue con 660 milioni, mentre l’Italia è dietro con “solamente” 300 milioni, un’inezia in confronto.
Non c’è sicuramente da festeggiare, ma osservando gli altri colossi calcistici europei possiamo millantare una gestione economica più oculata del nostro calcio, che ci ha comunque portato ad essere i campioni del mondo in carica. Niente di cui vantarsi però: parliamo comunque di debiti multimilionari.
 
 



