Uomo in mare!

May 24

Aspettare o non aspettare?

May 21

Google Font API: a che pro?

Cosa può aver spinto Google a mettere a disposizione un servizio di questo tipo? Cosa ci guadagna? Semplice: poter utilizzare font al di fuori di quelli standard fa in modo che i web designer evitino l’uso di testo scritto all’interno di immagini, il tutto a favore dell’indicizzazione sul motore di ricerca. In pratica quindi dare la possibilità ai web designer di utilizzare font alternativi permette a Google di indicizzare un maggior numero di contenuti.

Fonte: Google Font API: a che pro?

Nuovo logo per BestCreativity, complimenti all’autore.

Nuovo logo per BestCreativity, complimenti all’autore.

May 20

Gossip sul mercato Internet

May 11

Happiness

Happiness

Il Comune ozia ma non dimentica

Stavo leggendo della recente modifica al Codice Stradale approvato dalla Commissione Lavori Pubblici del Senato relativa alla riduzione a 60 giorni dei termini per la notifica delle multe. Ricordavo infatti di aver ricevuto delle notifiche in passato a distanza di diversi mesi e mi chiedevo quanto fosse il limite esatto di tempo dopo cui, ad oggi, una contravvenzione potesse passare in prescrizione. Ebbene, proprio nel momento in cui mi accorgo che questo limite è di 150 giorni mi suona il campanello: una multa. Controllo rapidamente il tempo trascorso tra la contravvenzione e la notifica: 149 giorni.

Il Comune di Genova è maestro nella sua perfida inefficienza, e quando si tratta di palanche ozia ma non dimentica.

May 06

iorejna:

http://rexgios.deviantart.com/art/Fruits-155140219#

iorejna:

http://rexgios.deviantart.com/art/Fruits-155140219#

May 05

E’ nato. BestCreativity è il punto di incontro tra chi cerca creatività e i designer.

E’ nato. BestCreativity è il punto di incontro tra chi cerca creatività e i designer.

Apr 26

A pochi giorni dall’inizio del Mondiale, Lippi non sembra essere molto amato su Facebook

A pochi giorni dall’inizio del Mondiale, Lippi non sembra essere molto amato su Facebook

Apr 19

Vale la pena fare impresa in Italia?

C’è un gruppo su LinkedIn che, spam a parte, ritengo molto interessante e in cui si discute di impresa, start-up, e lavoro in genere in Italia. Spesso le discussioni sono orientate al web, ed è questo il motivo per cui lo seguo, ma altre volte si possono estrarre contenuti generalisti riguardanti il mondo del lavoro in Italia, magari visto con gli occhi di chi non è Italiano. E’ il caso di questo thread in cui qualcuno compara l’efficienza del sistema Americano con quello Italiano, chiedendosi infine se vale la pena fare impresa in Italia e i motivi.

In un periodo in cui sto sistemando tutti gli infiniti lati burocratici e fiscali di una nuova startup, e in cui spesso mi trovo a maledire il sistema anti-imprenditoriale italiano, non ho potuto fare a meno di concordare su alcuni dei punti emersi in questa discussione:

Di punti chiaramente potremmo aggiungerne ancora a decine.

Tornando al web: in Italia non nascono startup competitive perché il mercato di Internet è globale e, uscendo dai confini Nazionali, ci si scontra con modelli e sistemi molto più flessibili, meno farraginosi, e addirittura incentivati dai Governi. Qui non basta infatti garantire un gettito regolare di entrate allo Stato, gestendo a tutti gli effetti una piccola azienda a posto con i conti, ma bisogna sfamare con la propria neonata attività ad uno ad uno tutti gli intermediari della macchina burocratica che l’Italia impone a chi lavora e crea lavoro.

Inutile dire che il web non è geolocalizzato e che nessuno ci impedisce di trasferire server, startup e attività all’estero. Ma il quesito rimane: vale la pena fare impresa in Italia?